La scelta tra un mutuo a 20 o 30 anni dipende dalle possibilità di risparmio, dalla stabilità del reddito e da esigenze personali
Quando ci si appresta all’acquisto di un immobile, una delle decisioni più complesse è relativa alla durata del relativo finanziamento. Ad esempio, tra un mutuo a 20 o a 30 anni, quale soluzione offre la maggiore convenienza? Rispondere non è semplice perché, oltre al costo complessivo del finanziamento, molto dipende dal reddito a disposizione, dall’età, dalla stabilità lavorativa e dagli obiettivi a lungo termine. Per questa ragione, è utile vagliare in anticipo le proposte delle banche e utilizzare strumenti online per trovare il mutuo migliore per le proprie esigenze.
Di quanti anni conviene fare il mutuo?
La durata rappresenta uno dei fattori da prendere maggiormente in considerazione quando si decide di sottoscrivere un finanziamento. Infatti, gli anni che si renderanno necessari per saldare il debito influenzano direttamente il carico economico mensile e, ancora, l’importo totale da restituire alla banca.
In altre parole, meno tempo si impiega a rimborsare il capitale, minori saranno gli interessi complessivi da pagare. Tuttavia, la convenienza rimane un fattore personale, perché fortemente legata alla propria capacità di sostenere la spesa, senza sacrificare la qualità della vita quotidiana.
Innanzitutto, bisogna considerare che la rata non dovrebbe mai superare il 30-35% del reddito familiare mensile, come previsto dalle linee guida delle banche per garantire la sostenibilità del debito. Fatta questa considerazione, è utile sapere che:
chi ha un contratto indeterminato e un reddito stabile, potrebbe beneficiare maggiormente di durate brevi – dai 10 ai 20 anni – che permettono di liberarsi prima dal debito e di ridurre i rischi dovuti ai cambiamenti di mercato o alla propria condizione lavorativa;
chi affronta spese familiari elevate, ad esempio per i figli o altri parenti a carico, potrebbe maggiormente beneficiare della flessibilità di piani più lunghi – dai 20 ai 30 anni – per ridurre il carico delle rate sulle entrate mensili.
Poiché ogni situazione è di fatto unica, il consiglio è quello di avvalersi di comodi strumenti per simulare la rata del mutuo, così da scegliere il piano d’ammortamento più adatto alle proprie necessità.
Le differenze tra il mutuo a 20 e a 30 anni
Ma a livello pratico, quali sono le principali differenze tra finanziamenti relativamente brevi e altri più lunghi? In linea generale, un mutuo a 20 anni privilegia il risparmio sul costo totale del mutuo, poiché:
gli interessi complessivi da pagare sono minori;
le singole rate sono però più alte.
Per contro, un mutuo a 30 anni favorisce una maggiore serenità nella gestione del budget familiare, perché:
le rate mensili hanno un peso inferiore;
a fronte, però, di interessi complessivi maggiori.
Al fine di rendere più comprensibile questa sostanziale differenza, è utile avvalersi di un esempio pratico. Si ipotizzi di ottenere l’erogazione di 100.000 euro, per un mutuo con tasso d’interesse fisso al 3%. Dalla tabella, emerge quanto la durata a 20 anni abbia un peso decisamente maggiore sul budget mensile, a fronte però di interessi più contenuti. Viceversa, il finanziamento a 30 garantisce rate più gestibili, ma prevede un esborso complessivo maggiore.
Durata Rata mensile Interessi totali
20 anni 554 euro 33.103 euro
30 anni 421 euro 51.778 euro
Conviene un mutuo a 20 o a 30 anni?
Ma quando conviene scegliere un mutuo a 20 anni e, invece, uno a 30 anni? Sempre considerando le proprie possibilità personali, la durata ventennale dovrebbe essere presa in considerazione:
se si ha un reddito solido, che permette di sostenere rate più corpose, così da estinguere il finanziamento il prima possibile;
se si ha possibilità di pianificare il finanziamento in anticipo rispetto all’età pensionistica, quando la situazione reddituale cambia. Ad esempio, raggiunti i 45 anni d’età potrebbe essere più conveniente un mutuo a 20 anni, così da estinguerlo prima dell’avvio della pensione, quando le rate potrebbero avere un peso ben diverso sul reddito effettivamente disponibile.
Fatte queste considerazioni, il mutuo a 30 anni conviene? Nonostante gli interessi più alti, vi sono profili di convenienza anche per questa soluzione, indicata:
se si è giovani, e con redditi non ancora al massimo del loro potenziale, per non limitare troppo la qualità della vita con rate elevate;
se si hanno molte spese – ad esempio, perché ci sono figli piccoli e il reddito mensile non è enorme – per approfittare comunque di un immobile di proprietà, senza trovarsi con l’acqua alla gola;
se si sta pianificando di avvalersi dell’estinzione anticipata del mutuo, ad esempio in vista di future corpose entrate o di un’eredità, sempre per approfittare sin da subito di rate meno impattanti.
Quanto costa un mutuo a 30 anni
Dal punto di vista pratico, quando effettivamente costa un finanziamento trentennale? Per capirlo, è utile avvalersi di un esempio pratico: si ipotizzi di richiedere un mutuo a 30 anni a tasso fisso al 3%, per un immobile da 180.000 euro, con un erogazione all’80%, cioè di 144.000 euro. Si dovranno considerare:
una rata indicativa di circa 607 euro al mese;
degli interessi totali di circa 74.560 euro;
un costo totale con mutuo di circa 254.560 euro.
A questi importi vanno poi aggiunti i costi accessori, come le spese di perizia, oneri notarili, polizze assicurative obbligatorie e imposte, variabili a seconda della tipologia di compravendita. In linea generale, questi costi possono essere compresi tra 2.500 e 5.000 euro, a seconda della banca e delle condizioni applicate.
Qual è l’età massima per ottenere un mutuo a 30 anni
Infine, per coloro che si orientano verso un finanziamento dalla lunga durata, considerare l’età anagrafica è di fondamentale importanza. Infatti, le banche spesso prevedono dei limiti massimi da non superare al momento dell’estinzione.
Ma qual è l’età massima per un mutuo a 30 anni? Sebbene ogni singolo istituto di credito possa prevedere soglie diverse, in linea generale non vengono concessi finanziamenti se, al momento della chiusura, si superano i 70-75 anni d’età. Di conseguenza:
per i mutuatari sotto i 40-45 anni, un mutuo a 30 anni potrebbe essere ancora accessibile;
oltre i 50 anni anni, sono invece più frequenti durate inferiori, tra i 15 e i 20 anni.
Molto dipende anche dalla tipologia di tasso prescelto, così come dal peso relativo del mutuo, ovvero dalla somma effettivamente erogata: per valutare tutte le opzioni a propria disposizione, è sempre consigliato avvalersi sia di strumenti di simulazione che richiedere una predelibera – per sua natura, non vincolante – all’istituto di credito di propria preferenza.
Articolo di Marco Grigis 16 Aprile 2026