Gli analisti immobiliari commentano le prospettive del real estate alla luce del conflitto bellico.
È difficile prevedere gli effetti che la guerra Usa-Iran avrà a lungo termine sul mercato immobiliare italiano; si possono comunque delineare alcuni trend con l’aiuto del punto di vista dei player del settore. Gli esperti hanno condiviso alcune riflessioni sulle conseguenze che il conflitto potrebbe avere sui vari aspetti che coinvolgono il real estate del nostro Paese.
Guerra Iran, mutui e case: impatto in Italia
La spinta inflattiva che il conflitto in corso sta avendo sull’economia potrebbe influenzare le politiche monetarie delle banche centrali portando ad un aumento dei tassi di interesse e, di conseguenza, ad un aggravarsi del costo dei mutui e della domanda sul mercato immobiliare italiano.
Guerra Iran e mutui casa: cosa può succedere ai tassi
La guerra in Iran farà aumentare i mutui? “L’escalation del conflitto, con il coinvolgimento diretto dell’Iran e di altri Paesi del Golfo, sta influenzando le aspettative sui tassi, – afferma Oscar Cosentini, Presidente Kìron Partner SpA. – Le tensioni nell’area stanno infatti spingendo al rialzo i prezzi di petrolio e gas e rischiano di compromettere le catene di approvvigionamento globali, con possibili effetti sull’inflazione. Le Banche Centrali potrebbero essere costrette a un’inversione di rotta della loro politica monetaria anche se nella riunione del 19 marzo la Banca Centrale Europea, con riferimento al conflitto in Medio Oriente e in linea con quanto fatto ieri dalla Fed, ha mantenuto i tassi d’interesse fermi. Lo scenario dei tassi di interesse dipenderà dall’intensità e durata del conflitto in Iran e da come i prezzi energetici si ripercuoteranno sull’inflazione generalizzata”.
Guerra Iran: effetti sul mercato immobiliare italiano
L’aumento del costo della vita influisce inoltre sulla decisione di acquistare casa; chi abbia la necessità di cambiare abitazione potrebbe voler attendere tempi migliori per farlo, causando in questo modo uno stallo nella dinamica tra domanda e offerta nel mercato immobiliare italiano.
Compravendite immobiliari: rischio rallentamento nel 2026?
Conviene comprare casa nel 2026? “Un contesto inflattivo più complesso inciderebbe sul mercato dei mutui con un possibile rallentamento della domanda, soprattutto da parte di chi necessita di un finanziamento consistente, – spiega Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa. – Le pressioni sui prezzi si inseriscono in un quadro caratterizzato da anni difficili per il potere d’acquisto delle famiglie che, di fronte a una prospettiva peggiorativa dei loro bilanci, potrebbero sperimentare un calo di fiducia e accentuare un comportamento di attesa rispetto all’acquisto della casa. Al tempo stesso però l’immobile continua a essere percepito come un bene rifugio per i risparmi, come dimostrano le dinamiche positive registrate dopo la pandemia e l’inizio della guerra in Ucraina. Dal 2021, infatti, le compravendite residenziali sono rimaste stabilmente sopra quota 700 mila, raggiungendo 766.756 unità nel 2025, un risultato significativo e di rilievo per il settore”.
Cosa rischia l’Italia con la guerra Iran?
I rischi sul mercato immobiliare italiano legati alla guerra in Iran hanno una duplice faccia legata all’inflazione e all’aumento dei costi delle materie prime, che potrebbero frenare le nuove costruzioni e le ristrutturazioni influendo negativamente sul Pil nazionale.
Nuove costruzioni e ristrutturazioni: aumento dei costi?
“L’aumento dei costi delle materie prime – aggiunge Megliola – potrebbe penalizzare le nuove costruzioni e frenare i progetti di ristrutturazione, indirizzando l’attenzione verso abitazioni in buono stato e incrementando la scontistica sugli immobili da riqualificare. Un conflitto prolungato rischia anche di rallentare la ripresa del comparto manifatturiero italiano, incidendo sulle decisioni di investimento delle imprese, incluse quelle inerenti al real estate”.
PIL italiano e mercato immobiliare: quali scenari
“Se questi scenari si verificassero, – precisa Cosentini – la crescita del PIL italiano sarà rivista al ribasso, intorno allo 0,3%. Goldman Sachs segnala anche che, qualora le tensioni continuassero oltre 60 giorni e il prezzo del petrolio superasse i 150 dollari al barile, non sono da escludere inevitabili ricadute economiche dovute alla incertezza sulla reale durata del conflitto”.
Le prospettive per il mercato immobiliare e turistico in Italia nel 2026
Il mercato immobiliare italiano rischia di fermarsi? Non pare essere così, anzi, sul piano immobiliare internazionale, una maggiore instabilità nell’area del Golfo potrebbe indurre alcuni investitori a orientarsi verso mercati ritenuti più sicuri, come quelli europei e in particolare l’Italia, con possibili ricadute positive sul settore. Dall’inizio del conflitto in Ucraina, osserva Megliola, le reti del Gruppo Tecnocasa hanno registrato, ad esempio, un aumento di investitori polacchi interessati al mercato italiano, sia residenziale sia turistico. Anche il comparto degli immobili di lusso potrebbe trarre vantaggio da questo scenario.
Inoltre, il conflitto sta producendo effetti immediati sul turismo globale, causando numerose cancellazioni e un reindirizzamento della domanda verso mete europee, tra cui l’Italia. Questo fenomeno potrebbe favorire il settore turistico nazionale e, indirettamente, grazie alla maggiore ricchezza generata, sostenere anche il mercato immobiliare.
Articolo di Floriana Liuni 16 Aprile 2016